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Costruire la città dell'uomo

Architetture industriali capaci di integrare la funzionalità della fabbrica con la bellezza estetica e il rispetto ambientale; luoghi del lavoro pensati a misura d'uomo, ma compatibili con le esigenze economiche e produttive; piani urbanistici, quartieri residenziali, biblioteche, servizi sociali, colonie, mense, asili nido, pensati e costruiti per fare di un'area industriale un territorio dove la vita dell'uomo non sia sacrificata solo agli scopi della produzione, ma rispetti anche le esigenze delle persone e della società.
Questa visione, propria di Adriano Olivetti, guida le scelte aziendali, mai lasciate al caso o all'improvvisazione, in tema di architetture industriali: scelte dei luoghi, degli architetti, dei disegni, dell'impatto urbanistico e ambientale.
I segni della presenza Olivetti sono più evidenti a Ivrea e nel Canavese, dove lo sviluppo dell'azienda ha "disegnato" vaste aree del paesaggio urbano e industriale.
Ma tracce importanti dell'architettura olivettiana si trovano anche altrove in Italia (Pozzuoli, Crema, ecc.) e all'estero (da Barcellona ad Harrisburg, da Tokio a San Paolo, Francoforte, ecc.).
Diminuita l'esigenza di spazi produttivi, oggi ci sono edifici industriali che fanno parte di un museo a cielo aperto, fabbriche che sono divenute uffici, sedi di università, centri di ricerca, spazi per la cultura e lo spettacolo.