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Dalle Audit ai BCS: le macchine contabili diventano sistemi

Quando arriva l'elettronica le vecchie contabili si trasformano in sistemi informatici specializzati:
è un filone dello sviluppo tecnologico che conduce verso i PC

Sul finire degli anni 60 l’Olivetti orienta la sua capacità progettuale elettronica verso il settore che le è più congeniale: quello delle applicazioni di ufficio e gestionali.
Da anni tale area era presidiata con le macchine contabili a tecnologia meccanica della serie Audit e le fatturatrici Mercator, nelle quali si era già introdotta qualche piccola soluzione elettronica. Ma dopo la realizzazione del calcolatore elettronico da tavolo P101 (1965), i tempi sono maturi per una più decisa svolta tecnologica.

Dalle contabili e fatturatici ai sistemi
Proprio l’architettura e le soluzioni della P101 sono direttamente utilizzate nel 1967 per la P203 e nel 1969 per la Auditronic 770, prodotti che segnano una discontinuità significativa.
La P203 è definita ancora “fatturatrice” (di fatto è una P101 integrata con una macchina per scrivere Tekne 3), mentre la Auditronic 770 è pubblicizzata come “sistema per il trattamento delle informazioni nella gestione aziendale”.
La differenza non è solo lessicale e denota la consapevolezza che l’elettronica permette la nascita di una nuova specie, quella dei sistemi programmabili. La A770 dispone, oltre alla memoria centrale di 1 Kb, di memorie ausiliarie rimovibili e di cartucce a nastro magnetico di 36 Kb, che contengono vari programmi applicativi in dotazione (es. fatturazione, libro giornale, fogli paga, magazzino, gestione IVA), che possono venire caricati ed eseguiti dall’utente con grande flessibilità. Questa, insieme alla velocità di elaborazione, è la maggiore novità rispetto alle contabili tradizionali che consentivano un limitato numero di programmi selezionabili meccanicamente.
Di particolare complessità è l’unità di stampa integrata, che può gestire 4 tipi di documenti diversi contemporaneamente. La A770 offre un posto di lavoro a scrivania; il sistema base può essere dotato di unità di registrazione e lettura a “schedoni” magnetici, di perforatore e lettore di nastro di carta, nonché di unità di Governo Linea telefonica (GOL), che permettono di usare la macchina anche come terminale per sistemi real time.
Nel 1971 viene realizzato il sistema contabile Auditronic 730 di fascia più bassa rispetto alla A770, con una piccola memoria a nuclei e programma registrato su nastro a cartuccia intercambiabile. Il posto di lavoro è comunque a scrivania e la stampante è integrata con due governi carta.

I sistemi modulari
Un ulteriore e significativo salto qualitativo avviene nel 1974 con realizzazione della A7, “sistema modulare per applicazioni amministrative e gestionali”. Dal punto di vista tecnologico l’accento viene messo sull’aggettivo “modulare”, un nuovo modo di progettare i sistemi che consiste nel definire gruppi e unità funzionali utilizzabili da sistemi di diversi settori di mercato (sistemi contabili, terminali bancari, data entry, word processsing) e producibili e collaudabili in modo indipendente.
La A7, in tutte le sue parti progettata in Olivetti, è strutturata come un vero e proprio calcolatore, con unità centrale (la E900), memoria Ram (da 16Kb a 64Kb), disco fisso (160 Kb), dischi rimovibili, unità a nastro, schede magnetiche, governo linea. Delle precedenti contabili conserva solo l’aspetto del posto di lavoro, praticamente identico a quello della Auditronic, e il gruppo stampante integrato, che viene portato a 6 governi carta. E’ importante anche la presenza per la prima volta di un display, utilizzato sia per il controllo dei dati introdotti, sia per la comunicazione macchina-operatore.
La A7 dispone di un vero e proprio software di base proprietario (sistema operativo e utilities) che permette anche la “biprogrammazione” (possibilità di eseguire due programmi contemporaneamente) e di una di vasta libreria di programmi applicativi per i vari mercati verticali.
Il software è realizzato mediante l’utilizzo di un linguaggio di programmazione Basic proprietario chiamato LIMO, Linguaggio Interattivo Macchina Olivetti, che in seguito sarà utilizzato anche per altri sistemi, permettendo la compatibilità e portabilità dei programmi.
Sempre nel 1974 esce la A5, anch’essa un vero e proprio calcolatore (unità centrale è la Micro 8) che si presenta in versione desk top (senza scrivania) ed è collocata in una fascia di mercato  più bassa: è presentata come "fatturatrice a programma registrato" oppure "sistema per applicazioni amministrative e raccolta dati". La A5 dispone di memoria a cartoline magnetiche da 256 byte, usate per i dati e anche per i programmi gestionali (la macchina poteva leggerne in successione fino a 10) e viene comunque commercializzata con una vasta libreria di applicativi per la contabilità generale, paghe, fatturazione, magazzino, ecc.
Nel 1975 esce la A4, "macchina contabile di uso generale", meno sofisticata della A5 e della A7, che va a sostituire con maggiori prestazioni i modelli Audit 4000 e 6000. Non è un vero computer, ha una tastiera solo numerica, dispone di programmazione a mezzo tamburo rotante (il tamburo, in plastica, all'origine dispone di tutti i dentini: viene programmato togliendone alcuni, così da creare una sequenza "dentino / buco", che la macchina legge come sequenza "1 / 0"), ha una unità di stampa con un solo governo carta e può utilizzare una cassetta intercambiabile ove sono registrate le sequenze delle istruzioni per soddisfare i vari casi applicativi. La novità dell’A4 è che l’unità centrale non è sviluppata in Olivetti, ma si basa su un microprocessore standard, il PPS4 della Rockwell.
Nel 1975 viene commercializzata anche la A6, una "fatturatrice" che si colloca sempre nella fascia bassa, utilizza la Micro 8, ma è dotata di unità a floppy disk. E’ interessante notare che nei cataloghi di vendita compaiono per la prima volta i prodotti software: il prezzo di FDOS, sistema operativo, e DMS, Data Management System, è incluso in quello della macchina, ma l’evidenziazione dei prodotti indica che il mercato comincia a percepire la distinzione tra hardware e software e i loro rispettivi ruoli e valori.
Nel 1978 esce la  A7 Mod. 84, evoluzione dei prodotti precedenti che pone particolare enfasi sulle unità floppy disk.

I Business Computer Systems
Una vera innovazione arriva nel 1978 con i sistemi per la gestione aziendale della serie BCS Business Computer Systems.
Il BCS 3030 utilizza come unità centrale due piastre svuiluppate in Olivetti, possiede un’elevata varietà di moduli e periferiche collegabili, nonché un disco fisso di capacità fino a 10 Mb, 4 dischi rimovibili da 10 Mb, floppy disk.
Molto significative sono l’introduzione di un video da 15” (per i sistemi Olivetti una novità), l’uso come unità centrale di un microprocessore Intel 8080 (inizia ad affermarsi il ricorso ai componenti standard, se più economici delle soluzioni proprietarie).
Inoltre il dispositivo di stampa, nei precedenti modelli integrato nella macchina, diventa un’unità a sé stante; per i BCS sono disponibili diversi tipi di stampanti, seriali a matrice e parallele ad impatto. E’ l’inizio dello sviluppo di un importante filone di prodotto e mercato, in cui Olivetti resta ancora per diversi anni in posizioni di avanguardia sul mercato.
Dal lato del software la dotazione è ricca. Oltre al sistema operativo, sono forniti linguaggi di programmazione evoluti (Mini PL/1, RPG II, Assembler) e, nella versione data entry, linguaggi specializzati che rendono possibile la programmazione autonoma da parte del cliente che non voglia utilizzare  la pur ricca biblioteca di programmi applicativi (chiamata FAST, Funzioni Applicative Standard).
Il BCS 3030 è molto vicino funzionalmente al paradigma del personal computer, che inizia ad affermarsi proprio in quegli anni (Apple II è del 1978), ma non è concepito come macchina “general purpose”: resta nel filone delle macchine specializzate per la gestione aziendale e anche l’aspetto fisico, ancora ingombrante, ricorda quello dei precedenti modelli di sistemi contabili.
Nel 1979 escono vari modelli della serie BCS 2000. Il BCS 2020 è fratello minore del 3030, ma a differenza di questo è basato su microprocessore Intel 8080, non dispone di video, ha una stampante integrata e software ridotto. Adotta anche un mini-floppy disc, sviluppato in Olivetti e dal 1978 in uso anche sul sistema di scrittura TES 401.

Con i BCS l’evoluzione delle macchine contabili di fatto tende a convergere verso i PC. Dopo l’uscita dei primi PC di IBM (1981) e di Olivetti (M20 nel 1982) per i sistemi contabili inizierà una nuova e irreversibile evoluzione. L’offerta Olivetti di sistemi gestionali migrerà verso la Linea 1 (1983), linea di sistemi general purpose integrati con i PC, e verso l’offerta di PC specializzati, come sarà il PB Personal Banking orientato al settore bancario

Questo percorso si avvale di contributi dei sigg. G. De Sandre, G. Garziera, V. Zenari


                             
  Videogallery

                                Audit 7, hardware (1974, 10' 02")

                                Filmato della "playlist Olivetti" pubblicata su Youtube dall'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa,
                                a cui l'Associazione Archivio Storico Olivetti ha affidato la conservazione delle sue pellicole storiche.
                                Al termine del filmato la visione prosegue in modo automatico con i successivi titoli della playlist