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I sistemi per la gestione elettronica della scrittura

Quando l'elettronica consente di registrare e correggere un testo prima di stamparlo, per la scrittura meccanica inizia una nuova era

Ai sistemi di scrittura (o word processor), arrivati sul mercato qualche anno prima del personal computer e della macchina per scrivere elettronica, spetta il merito di avere impresso una svolta importante nell’automazione d’ufficio. Non più una macchina per scrivere che collega in modo diretto e immediato la digitazione (tastiera) al meccanismo di stampa (martelletti, pallina, margherita…), ma un’unità centrale che registra il testo digitato sulla tastiera, gestisce un video, una unità di memoria e una stampante, utilizza un software per la rielaborazione del testo. Tutte cose che oggi con il PC appaiono scontate, ma che fino agli anni ’70 scontate non erano.
Il primo sistema di scrittura, ancora parziale e semi-automatico, esce nel 1964: è l’MT/ST, lanciato dalla IBM. Si tratta di una macchina per scrivere Selectric collegata a una cartuccia a nastro magnetico su cui si possono memorizzare i testi. La gestione del testo è limitata, manca un video o un display, l’accoglienza del mercato non è molto brillante, ma è pur sempre il primo passo verso la gestione elettronica della scrittura.

Una macchina per scrivere con memoria
Nel 1972 l’Olivetti decide di sviluppare un prodotto analogo a quello della IBM. Una macchina per scrivere Editor 4 viene collegata a una memoria magnetica, sfruttando l’unità centrale dell’elaboratore da tavolo Programma 101. Nasce in questo modo la Editor S14; è il primo sistema di scrittura Olivetti.
Le funzioni disponibili sono limitate, ma già si percepisce l’importanza dell’innovazione. Il sistema si presenta come una macchina per scrivere tradizionale, a cui è collegata una unità centrale a circuiti integrati bipolari e circuiti MOS, una unità di memoria e una console operativa con 8 pulsanti per i comandi fondamentali.
La memoria impiega un’unità a cartuccia di nastro magnetico sviluppata in Olivetti; ha una capacità per quei tempi elevata (250.000 caratteri), è poco costosa e si presta bene a fungere da archivio di testi che possono essere corretti o richiamati e quindi stampati. La Editor S14 agevola la personalizzazione di lettere e circolari; semplifica e velocizza il lavoro delle dattilografe, soprattutto in presenza di testi ripetuti o frasi standard che possono essere “ripescate” dalla memoria.

Nuovi sistemi per un nuovo mercato
Nel 1974 viene introdotta la Editor S24, che offre alcune migliorie, ma che di fatto si basa sulla stessa tecnologia della S14.
Sul mercato internazionale la domanda di word processor è in aumento e l’Olivetti si orienta a realizzare un sistema specializzato che non sia una semplice derivazione delle macchine per scrivere. Si avvia così un progetto che prevede l’utilizzo di un’unità centrale specializzata a 10 bit, sviluppata internamente; l’uso di un floppy disk come unità di memoria; l’impiego di un display per il controllo immediato della digitazione; un meccanismo di scrittura basato per la prima volta sull’impiego di una “margherita di stampa” intercambiabile, per stampe veloci e di qualità.
Nel 1976 il progetto consente il lancio del TES 501, un sistema elegante e innovativo, accolto favorevolmente dal mercato.
Il successo sollecita ulteriori sviluppi e nel 1978 l’Olivetti presenta il TES 401. Il sistema si basa sul microprocessore Intel 8080 e come unità di memoria dispone di un floppy disk progettato internamente, con una capacità di 16KB, sufficiente per un breve testo. Il nuovo prodotto richiama l’interesse di una fascia di mercato più ampia, ha prestazioni e dimensioni un po’ inferiori rispetto al modello precedente, ma grazie al prezzo contenuto raggiunge elevati volumi di vendita. 

La svolta della macchina per scrivere elettronica
Intanto sul mercato internazionale si affermano prodotti sempre più evoluti. Già nel 1976 l’americana Wang ha presentato il WPS, un sistema di scrittura che dispone di un video di pagina (non solo display) e che nel trattamento testi offre quelle prestazioni che con il personal computer diventeranno abituali.
Negli Stati Uniti (e non solo) i prodotti della Wang vanno a ruba, tanto che alcuni analisti del settore si sbilanciano a prevedere che Wang negli anni ’90 diventerà il principale antagonista della IBM. E’ una delle tante previsioni smentite dall’evoluzione della tecnologia e dei mercati, che premieranno invece i personal computer general purpose a scapito della Wang e dei sistemi specializzati di scrittura.
L’Olivetti non risponde subito all’offerta Wang, ma privilegia un progetto che nel luglio 1978 consente di presentare la ET 101, prima macchina per scrivere elettronica su scala mondiale. L’annuncio ha il potere di risvegliare un mercato tradizionalmente ben presidiato dall’azienda di Ivrea, ma da tempo saturo e in fase stagnante.
Solo nel 1979 l’offerta Olivetti si arricchisce di un sistema di scrittura dotato di video di pagina e ampia memoria su floppy disk: è il TES 621, seguito nel 1980 dal più economico TES 601. Entrambi i modelli sono in linea con l’offerta della Wang, ma sul mercato hanno un successo limitato, anche perché l’Olivetti sta dedicando i maggiori sforzi a cavalcare il vantaggio competitivo conquistato con la ET 101.

Primi anni ’80, il momento d’oro dei sistemi di scrittura
Risultati più interessanti si ottengono a partire dal 1981 con una nuova serie di prodotti, gli ETS 1000, prodotti da una società americana in cui l’Olivetti ha acquisito una partecipazione del 30%. Questi sistemi si basano sull’Intel 8080, hanno un sistema operativo proprietario derivato da Unix, software scritto nell’avanzato linguaggio C; possono essere collegati a una macchina per scrivere elettronica oppure a una tastiera e una stampante. In pratica sono PC specializzati per il word processing. L’Olivetti li commercializza in Europa, adattandoli alle diverse esigenze dei vari mercati e collegandoli alle proprie stampanti o macchine per scrivere.
Acquisita piena competenza e visibilità sul prodotto Syntrex, l’Olivetti inizia a progettarne lo sviluppo: nel 1983 viene presentata la nuova serie ETS 2000, basata su Intel 80186. Questi prodotti, realizzati nell’ambito della Divisione Sistemi, sono utilizzati soprattutto per i progetti d’automazione dell’ufficio di una certa portata; ad esempio, il sistema di scrittura ETS 2040 multitastiera, che è in grado di gestire fino a 8 posti di lavoro, viene utilizzato per l'automazione di uffici segretariali di una certa dimensione. 
Allo stesso tempo, sempre nel 1983, la Divisione Prodotti per Ufficio sviluppa una soluzione orientata a una fascia più ampia del mercato; l’ETV 300 propone ai tradizionali clienti delle macchine per scrivere Olivetti una facile migrazione verso i sistemi di videoscrittura. Il sistema si basa su un’unità centrale con microprocessore Zilog Z80, un video di pagina, uno o due floppy disk integrati in una macchina per scrivere elettronica; per la stampa non è quindi necessario (anche se possibile) collegare il sistema a una stampante esterna. Seguiranno nel 1985 i più economici ETV 250 e 240.

La vittoria del personal computer
Il massiccio ingresso dell’elettronica nel campo della scrittura porta a un forte ampliamento della gamma dei prodotti e delle soluzioni: macchine per scrivere con memoria, display di riga, capacità di connessione con altri sistemi; word processor veri e propri; soluzioni di videoscrittura. Tutti prodotti che competono tra loro e fanno a gara nell’offrire funzioni e prestazioni sempre più evolute.
Ma allo stesso tempo inizia la grande diffusione del personal computer. Poco alla volta muta lo scenario: con la disponibilità di nuovi programmi di text editing, il PC comincia ad essere utilizzato anche per la gestione elettronica dei testi. La tendenza è inarrestabile e per i sistemi di scrittura specializzati inizia un lento, quanto inesorabile declino, che negli anni ’90 li spingerà su posizioni di mercato del tutto marginali.
 

                                Videogallery
                             
                                Diario dattilografico (Editor S14; 1972, 9' 46")  
 
                                Olivetti Tes 501, Text editing sistem (1978, 10' 03")

                                Filmati della "playlist Olivetti" pubblicata su Youtube dall'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa,
                                a cui l'Associazione Archivio Storico Olivetti ha affidato la conservazione delle sue pellicole storiche.
                                Al termine di ogni filmato la visione prosegue in modo automatico con i successivi titoli della playlist