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Marisa Bellisario, donna e top manager

"Mi piace pensare che la mia storia possa dare fiducia alle giovani donne che cominciano la loro carriera: una donna può farcela in qualsiasi carriera se lo vuole, se accetta le regole del gioco e se crede in sé stessa"

La sfida dell'elettronica
Laureata in Economia e Commercio a Torino, Marisa Bellisario (1935-1988), cuneese di Ceva, sul finire del 1959 sostiene un colloquio di assunzione con Franco Tatò, allora incaricato della selezione del personale laureati dell'Olivetti. Tatò le propone di lavorare a Milano nel nascente e poco conosciuto settore elettronico. In Italia i computer sono ancora oggetti misteriosi, ma la giovane Bellisario accetta la sfida e nel febbraio 1960 frequenta un corso di formazione sulla programmazione. Sono due mesi e mezzo di lezioni teoriche riservate a un gruppetto di dipendenti e neo-assunti e a persone della Marzotto, della Fiat e di altre imprese che intendono dotarsi di un Elea 9003, l'elaboratore che l'Olivetti sta mettendo a punto.
La programmazione informatica è un tema assolutamente nuovo per tutti, anche per i giovani istruttori, ma la Bellisario pur priva di una specifica preparazione scientifico-matematica, si distingue subito per la straordinaria capacità professionale e manageriale.
Grande lavoratrice, cosciente delle proprie capacità, ben presto ottiene da Elserino Piol, capo della Direzione Commerciale Elettronica, che le venga affidata la responsabilità di un progetto di programmi per la Marzotto, primo cliente dell'Elea 9003. Inizia così una carriera che porta la Bellisario a crescenti impegni nel campo delle applicazioni per i clienti, ma anche nello sviluppo del linguaggio Fortran per l'Elea 6001, il sistema specializzato per applicazioni tecnico-scientifiche che dal 1961 affianca il 9003. Nel 1963 l'Olivetti presenta anche l'Elea 4001, disegnato da Ettore Sottsass e premiato con il Compasso d'oro.    

La scoperta e la conquista dell'America
Quando nel 1964 i nuovi azionisti della Olivetti decidono di cedere alla General Electric il 75% della Divisione Elettronica, guidata da Ottorino Beltrami, Marisa Bellisario, come pressoché tutto il personale della Divisione, passa alla OGE (Olivetti General Electric) che nel 1968 diventerà la GEISI (General Electric Information Systems Italia), società controllata al 100% dalla General Electric.
Per la Bellisario, a cui Beltrami confermato a capo della OGE chiede di occuparsi della pianificazione prodotti, inizia una nuova fase. La collaborazione con gli americani nei primi tempi non è facile: in OGE pochi conoscono le regole del management americano e allo stesso tempo gli americani diffidano delle capacità di quella donna aggressiva e sicura di sé. All'inizio, ricorda Beltrami, "i manager della GE mi dicevano 'non ci mandare più quella donna grintosa e insistente'; però alla fine capivano e i rapporti erano ottimi". 
Il rapporto con gli americani funziona come un eccellente corso di formazione sul campo e la Bellisario riesce con i fatti e i risultati a conquistare la loro fiducia e stima. Il sistema GE 115 è frutto di una sua impostazione. Questa macchina, inizialmente chiamata Elea 4-115, nasce dallo sviluppo di un progetto Olivetti individuato internamente con il codice 4035; presentata nel 1965 ottiene un notevole successo di mercato e se ne vendono circa 6.000 esemplari, di cui il 60% negli Stati Uniti. 
In un ambiente dove i progettisti sono abituati a fare di testa propria, liberi da ogni vincolo imposto da altre strutture, Bellisario e il suo staff non sempre sono ben visti: non è facile far accettare l'idea che il progetto debba sottostare alle indicazioni di una pianificazione prodotti che limita la libertà del ricercatore perché tiene conto dell'offerta e delle competenze dell'azienda rispetto ai concorrenti, delle effettive esigenze del mercato, delle prospettive di redditività. Ma il successo del GE 115, realizzato vincendo l'iniziale resistenza degli americani e dei francesi della GE, rafforza la posizione della Bellisario.
La GEISI continua ad ottenere buoni risultati con i computer della serie 100, ma non così la GE: i suoi grandi elaboratori non riescono a vincere la concorrenza dell'IBM e nel 1970 il settore elettronico del colosso americano viene ceduto alla Honeywell: la GEISI diventa così HISI - Honeywell Information Systems Italia. Beltrami lascia la GEISI ed entra in Finmeccanica, mentre la Bellisario resta in HISI dove continua ad occuparsi di product planning. Candidata a diventarne amministratore delegato, le è preferito Carlo Peretti: una donna a capo di un'azienda informatica, pensano gli americani della Honeywell, non riscuoterebbe la fiducia dei clienti!

Il ritorno in Olivetti
Alla Bellisario, che nel 1969 aveva sposato Lionello Cantoni, il ruolo in HISI probabilmente va stretto e quando alla fine del 1971 Beltrami, divenuto amministratore delegato dell'Olivetti, le propone di rientrare nel gruppo eporediese, lei accetta. Come responsabile della Direzione Pianificazione Operativa, costituita all'inizio del 1972, ha il delicato compito di riordinare i rapporti tra le aree della ricerca e sviluppo, della produzione, della commercializzazione e marketing. In più si tratta di accelerare la completa transizione dei prodotti dalla meccanica all'elettronica.
I risultati si vedono presto: a partire dal 1974 l'offerta sistemistica dell'Olivetti si rafforza notevolmente con le nuove Audit A5, A6 e A7; escono il microcomputer P6060, il sistema di scrittura TES 501, il sistema terminale intelligente TC 800 basato sul concetto di client-server, che sarà poi universalmente accettato negli anni '80 e che per l'Olivetti apre la strada verso l'automazione di agenzia, soprattutto in campo bancario e finanziario. Anche la macchina per scrivere elettronica ET 101, presentata dall'Olivetti per prima al mondo nel 1978, rientra nei piani di prodotto predisposti dalla Bellisario fin dal 1974.       
Nel marzo 1978 Beltrami riorganizza l'Olivetti creando il Gruppo Informatica Distribuita e il Gruppo Prodotti per Ufficio; la Bellisario è messa a capo dell'informatica. Ma questa struttura, con l'arrivo di Carlo De Benedetti (aprile 1978) ha vita breve; a inizio 1979 viene varata una nuova organizzazione e alla Bellisario viene chiesto di trasferirsi negli Stati Uniti per risollevare la difficile situazione della Olivetti Corporation of America.
Qui prende coraggiose decisioni, tenta di riorganizzare la rete di distribuzione, chiude la bellissima, ma costosa sede di Park Avenue a New York e trasferisce gli uffici nella periferica cittadina di Tarrytown, presso l'edificio che ospita i servizi di assistenza tecnica. Ma per raddrizzare i conti della consociata pesantemente in rosso ci vuole tempo; le prospettive di riequilibrio economico sono incerte e il rapporto con il nuovo e impaziente vertice dell'Olivetti si indebolisce. A maggio del 1980 le viene chiesto di rientrare a Ivrea e di occuparsi delle relazioni con Cii-Honeywell Bull, nell'ambito dell'alleanza tra Olivetti e Saint Gobain: ma sarà un incarico di breve durata.

Il risanamento di Italtel
Quando pochi mesi più tardi la STET le propone di dirigere l'Italtel, la Bellisario accetta e nell'ottobre del 1980 lascia l'Olivetti. Dall'inizio del 1981 diviene condirettore generale dell'Italtel; ad agosto dello stesso anno è nominata amministratore delegato unico.
In quel momento Italtel ha 30 mila addetti, raggruppa 30 aziende elettromeccaniche, obsolete e in grave perdita. Occorre una profonda ristrutturazione con scelte coraggiose e lungimiranti, da attuare contro lo scetticismo - o anche l'opposizione - dei sindacati e di una parte della stampa. Ciononostante la Bellisario riesce nell'impresa di trasformare l'Italtel in una moderna azienda elettronica; cambia gran parte della dirigenza, avvia progetti innovativi e in tre anni riesce a riportare il bilancio in attivo. Nel 1986 le viene assegnato il Premio di manager dell'anno.   
Sembra un decisivo passo verso nuove mete e ancora più brillanti risultati: ma nell'agosto 1988 una malattia inarrestabile stronca Marisa Bellisario a soli 53 anni.

"Donna & Top manager"
Dall'autobiografia che porta questo titolo, pubblicata da Rizzoli nel 1987, emerge chiaramente l'immagine di una personalità forte, che unisce a tratti molto delicati e femminili l'ambizione e la determinazione del grande leader.  
Con un singolare mix di fermezza e sensibilità, civetteria femminile e severo stile manageriale, coerente fino in fondo con le proprie idee, senza accettare compromessi o ricorrere ad aiuti esterni, si distingue come una figura anomala nel grigio mondo dei top manager dell'ICT di quel tempo e mostra che anche in Italia non vi sono limiti alla carriera manageriale di una donna determinata e confidente nelle proprie capacità.
Nel 1988 Francesco Cossiga, allora presidente della Repubblica, ricorda Marisa Bellisario affermando che "il suo impegno è per la storia femminile un simbolo dell'affermazione della parità tra uomo e donna".
In effetti la vita di Marisa Bellisario dimostra che, anche in un mondo tradizionalmente maschile come quello del top management italiano, nessun traguardo è irraggiungibile per una donna intelligente e ambiziosa, dotata di coraggio e fiducia nei propri mezzi. Con la notazione, come scrive la stessa Bellisario, che "per una donna fare carriera è più difficile, ma è più divertente".