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Olteco SpA: una società e una strategia per le telecomunicazioni

La breve, ma intensa storia della Olteco, che alla fine del 1980 riunisce le attività Olivetti nei prodotti di telecomunicazione
e prepara il terreno a successive, importanti operazioni nel settore delle TLC

Una società per crescere nelle TLC
L’interesse dell’Olivetti per le apparecchiature di telecomunicazione risale agli anni ’30, quando l’Azienda aveva iniziato a produrre telescriventi; più tardi, negli anni ’70, con lo sviluppo di terminali e reti di calcolatori, la presenza nel settore si era ulteriormente rafforzata.
Per valorizzare e coordinare questi investimenti il 31 dicembre 1980 inizia la sua attività la Olteco - Olivetti Telecomunicazioni SpA, affidata a Luigi Mercurio. Vi confluiscono le attività e risorse umane della DRAS (Direzione Ricerca Applicata Sistemi), già diretta da Mercurio, e quelle della DTT (Divisione Terminali e Telecomunicazioni), creata nel 1978 nell’ambito del Gruppo Informatica Distribuita, diretto da Marisa Bellisario. DRAS opera nelle reti di calcolatori, sia geografiche sia locali; DTT sviluppa terminali, telescriventi, centrali di commutazione telex.
Compiti assegnati alla Olteco sono la “ricerca, progettazione, fabbricazione e commercializzazione di apparecchiature e sistemi di telecomunicazione, telematica e trasmissione delle informazioni, affini e relativi accessori”: lessico “datato”, ma che lascia capire come all’Olteco venga data la possibilità di cogliere ogni occasione di business nelle telecomunicazioni, senza escludere a priori alcun comparto. Da questo approccio traspare l’importanza strategica attribuita all’operazione.
L’Olteco fa parte al 100% del Gruppo Olivetti, ma si presenta come un’azienda autonoma, completa di tutte le funzioni, dalla amministrazione e finanza al personale, dalla pianificazione alla R&S, produzione, vendita, anche se sul piano commerciale il marchio non verrà utilizzato e si continuerà ad usare il nome “Olivetti”.
La direzione ha sede ad Ivrea, nello storico “Centro Studi” di via Montenavale, mentre la produzione è localizzata nello stabilimento di Scarmagno (TO).

L’offerta e le alleanze
L’offerta si articola in due filoni: quello delle Apparecchiature Terminali di utente e quello dei Sistemi di Telecomunicazione.
Al primo filone appartengono le telescriventi e i terminali di telematica (TTY Teletype, Teletex, Videotex); in seguito si aggiungeranno i facsimile. Nel secondo filone rientrano i sistemi di commutazione telex (sia line switching, sia message switching), le reti geografiche (incluse quelle packet switching X25), le reti locali (LAN), le centrali di commutazione telefonica private (PABX - Private Automatic Branch Exchange).
Si tratta di due settori distinti, il cui sviluppo per l’Olivetti presenta problematiche ben diverse. Per le telescriventi e i terminali vi sono ormai buone competenze tecnologiche, un vasto parco clienti (con molti enti pubblici) e una organizzazione commerciale consolidata. Per i sistemi e le reti, invece, occorre convincere le grandi organizzazioni (in genere banche e imprese private) con l’offerta di prodotti validi e aggiornati, integrati in grandi progetti, quasi sempre con sviluppi ad hoc e assistenza post vendita accurata.
Se in alcuni casi (es. sistemi di commutazione telex) i prodotti e le competenze erano già presenti, in altri casi diviene necessario acquisirli dall’esterno. Si ricorre allora a una politica di alleanze strategiche con fornitori nordamericani leader di mercato: BBN - Bolt Baranek & Newman (creatrice di Arpanet, poi divenuta Internet), per le reti X25; Northern Telecom (Nortel) per i PABX telefonici di fascia alta. In quest’ultimo caso l’esperienza acquisita con la linea ICS 6000 della Northern Telecom consente all’Olteco di sviluppare con progetto interno la linea ICS 4000, che nel 1983 completa verso il basso la gamma dell’offerta PABX.
Nella composizione del fatturato Olteco prevale il settore Telescriventi e Terminali, ma anche i Sistemi registrano buoni risultati di mercato. Negli anni ’80 vengono installate in Italia e all’estero numerose centrali telefoniche private e reti a commutazione di pacchetto. Sono accolti positivamente anche i sistemi di commutazione telex, con cui l’Olteco riesce ad ottimizzare l’uso diffuso delle telescriventi private come mezzo di comunicazione one-to-one (nel 1982 viene sviluppato anche un package di posta elettronica: risiede sul sistema CT 382, basato sul minicomputer SP 600, e permette di usare come terminali operativi sia le telescriventi sia le macchine per scrivere elettroniche).

L’evoluzione organizzativa
Quando nel 1985 Mercurio lascia l’Olivetti, la guida dell’Olteco è affidata a Luigi Pistelli. Alla Società viene anche affidato il controllo di alcune aziende che nel frattempo sono entrate nell’orbita del Gruppo; tra queste Sixcom (controllata al 60%), che a sua volta controllerà (dal 1989) Sixtel, che da Olteco rileva il settore della telefonia privata e delle reti di commutazione a pacchetto, e altre società operanti nel settore della “telematica”, con apparecchiature, carte intelligenti, servizi.
Nel 1987, quando l’Olivetti firma con il Ministro per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno un Contratto di Programma che prevede agevolazioni per gli investimenti e l’occupazione nel Sud, ad Olteco viene affiancata la Olivetti Telecomunicazioni SpA, con sede a Pozzuoli e con il compito di produrre le telescriventi; la commercializzazione resta però alla Olteco, che con la riorganizzazione del Gruppo Olivetti nel 1989 viene collocata nell’ambito dell’OS&N (Olivetti Systems & Networks).
Negli anni ’90 l’interesse della Olivetti si sposta gradualmente verso i servizi di telecomunicazione e per l’Olteco inizia una serie di complesse ristrutturazioni societarie che gradualmente portano alla cessione delle sue attività. Nel 1992 l’azienda si trasforma in una holding (Olteco Fin), che controlla Olivetti Sixcom, in cui confluiscono le attività industriali di Olteco e Sixcom, ad esclusione dello sviluppo e produzione dei facsimile che vengono assegnati alla Olivetti Office. Nel 1993 Sixtel acquisisce le attività operative di Olivetti Sixcom ed entra a far parte di OTM - Olivetti TeleMedia, affidata ad Elserino Piol e focalizzata sui servizi multimediali. Ma già nello stesso anno Northern Telecom acquisisce il 50 % del capitale di Sixtel e successivamente, a fine ‘97, ne assume il controllo completo. In questo modo escono dal perimetro della Olivetti tutte le attività che avevano formato l’oggetto sociale dell’Olteco.

Il valore strategico di un’esperienza
La storia dell’Olteco, per quanto concentrata in un arco di tempo limitato, è molto rilevante per la storia dell’Olivetti.
L’Olteco testimonia la capacità di guardare anche al di là dei confini dei tradizionali settori di attività dell’Olivetti; una capacità che già era emersa negli anni ’50 quando la Società, accanto alle macchine per scrivere e alle calcolatrici meccaniche, era entrata nell’elettronica e aveva sviluppato il primo calcolatore italiano.
L’Olteco ha contribuito a sviluppare un tipo di competenze tecnologiche e manageriali e una cultura aziendale che hanno reso possibile (o quanto meno facilitato) la conclusione da parte del Gruppo Olivetti di importanti alleanze con grandi attori delle telecomunicazioni mondiali (tra gli altri, AT&T e Bell Atlantic), fino ad arrivare negli anni ’90 alla creazione di Omnitel e Infostrada e al deciso spostamento del baricentro aziendale dall’informatica verso i servizi di telecomunicazione.